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Archivio per novembre 2012

Special Force – La valigetta – 1×01 e 1×02

27 novembre 2012
Washington D.C. ore 21.00 04/11/2012. Un gruppo di Special Force viene incaricato dal capo delle operazioni speciali USA a custodire una valigetta fino al giorno 7/11/2012 il giorno dopo le elezioni presidenziali americane. Purtroppo la città di Washington sta per essere investita dall'uragano Sandy. 1x01. Il gruppo, presa la valigetta, decide di rintanarsi all'interno di un albergo,intanto sulla città inizia a piovere sempre più. il gruppo decide di schermare le trasmissioni della valigetta e cerca di passare la notte in albergo, il giorno dopo avrebbero intenzione di andare a noleggiare un Camper per allontanarsi dalla città. Nella serata però la loro stanza viene assaltata da un gruppo di uomini, nel conflitto a fuoco che ne scaturisce dei 4 attentatori 3 muoiono e 1 fugge, anche uno degli Special Force rimane ferito. 1x02. Il gruppo decide di allontanarsi dall'albergo dopo avere subito l'assalto da parte di 4 uomini. L'uragano è al suo massimo e il gruppo si trova in forte difficoltà. Tutti i centri commerciali sono stati presi d'assalto e non si trova né cibo né bevande. Si allontanano dall'albergo quando alcuni Special Force vedono un fulmine globulare che si abbatte su un'auto della Polizia distruggendola. Non c'è più un luogo sicuro, l'uragano infuria. Trovano un riparo all'interno di una chiesa con un gruppo di barboni, qui riescono a passare la notte, l'acqua sta continuando a salire. La mattina dopo si allontanano e cercano di nascondersi in un parcheggio multi-piano poco distante. ma anche qui subiscono l'attacco di un gruppo di uomini attrezzati con visori notturni e armi automatiche. Riescono a fatica a sconfiggerli e quindi decidono di continuare a scappare. Finalmente l'uragano è finito ma ora la città è allagata.

Lucca Comics and Games 2012

25 novembre 2012
Come ogni anno il gruppo dei Disa è andato alla mitica manifestazione di Lucca Comics and Games. Quest'anno abbiamo deciso di recarci a Lucca il venerdì convinti che essendo l'unico giorno lavorativo della manifestazione doveva essere nella nostra idea il giorno con meno afflusso. Purtroppo ci sbagliavamo, dato che giunti nei pressi di Lucca verso le 10.45 riuscivamo a parcheggiare solo alle 12.00. Capivamo immediatamente che sarebbe stata una giornata campale. Giunti alla manifestazione e acquistati i biglietti accedevamo alla struttura dei Games. Come al solito la struttura Games è sempre la stessa di tutti gli anni e come al solito secondo me piccola e con corridoi stretti. E quest'anno me ne sono accorto molto di più a causa della folla che si aggirava nello stand. Quindi non siamo riusciti a vedere molto, ma siamo riusciti a provare 2 giochi. Il primo è Samurai Sword della Dv giochi. Meccanica alla bang per questo gioco di carte che secondo me è stato migliorato aggiungendo i punti onore e l'impossibilità di essere attaccati se non si hanno carte. Così facendo si giocherà tutti fino alla fine al contrario di Bang che il primo sconfitto guarda gli altri continuare a giocare. Non gli dò il voto pieno solo per il semplice motivo che l'ambientazione Ningja non mi garba molto. Voto 4/5. Il secondo gioco è The Island edito da Giochi Uniti. Simpatico gioco da tavolo con meccaniche molto semplici. Ogni giocatore gestisce un gruppo di personaggi che deve fuggire da un'isola che sta sprofondando utilizzando barche o a nuoto, attenzione però perchè il mare è infestato da squali, balene e mostri marini che potrebbero non fare raggiungere al vostro gruppo la salvezza. Consigliato a chi non è molto esperto coi giochi da tavolo. Voto 3/5. Voto della manifestazione? Non ho più l'età per partecipare a manifestazioni con questi afflussi. Mi spiace ma non ricordo nulla se non la calca.... 1/5.

Finalmente ho ripreso a dipingere….

13 novembre 2012
Ho finalmente ripreso a dipingere un pò di miniature, ecco il mio primo lavoro anche se la basetta non è ancora finita. Che ne pensate? Miniatura del gioco Infinity fazione Aleph - Rebot

[Rece]Ted

6 novembre 2012
Ho finalmente visto al cinema il film Ted di Seth Macfarlane, il mitico autore dei Griffin e di American Dad, serie animate veramente molto ben fatte. Il film narra le vicende di un ragazzo un po' "sfigatello" che il giorno di natale, dato che non ha amici, chiede come desiderio che il suo pupazzo Teddy si animi. Naturalmente viene accontentato e così inizia la storia di questo duo di amici che continuano a vivere insieme fino a che il ragazzino non arriva a 35 anni e poi.....Poi non vi dico altro perchè ve lo andate a vedere. Quello che vi posso dire è che il film è ben fatto e fa proprio divertire. Si fanno grasse risate in alcune scene e anche dopo quando si è in macchina si può continuare tranquillamente a ridere e a farsi dare degli imbecilli da chi ti passa accanto. Battute anche un po' pesantucce, ma che nel contesto ci stanno proprio, si vede che è l'ideatore dei Griffin che scrive i dialoghi. VOTO= 5/5

[Levity] Storie d’IF: Zombi Season – 1×04 – Il sole di una nuova alba & 1×05 – Senza tregua

3 novembre 2012

Sessione numero 4: il sole di una nuova alba

Ok, ok, lo so!! sono rimasto indietro con i riassunti, vedrò di rimediare...

I nostri eroi sono stati abbandonati nel centro di Piazza Maggiore, intenti a liberare dalle macerie i loro compagni.

I momenti migliori sono e più rilassanti sono quelli passati dopo una tempesta, ma per il nostro gruppo di eroi non c'è pace nemmeno in questi momenti, passano pochi minuti dopo essersi riuniti ed aver fatto il punto della situazione, o meglio del bordello in cui si sono cacciati, che, quasi dal nulla, appaiono i loro salvatori, in pieno stile americano, truppe congiunte italo-americane, in elicottero, fanno il loro ingresso a Bologna, o quello che ne è rimasto, dopo la devastazione del giorno precedente. Nuvole di cenere si sollevano in volo, gli elicotteri, sollevano un velo bianco sopra a Bologna e come di improvviso, l'unico senso a guidare i sopravvissuti rimane l'udito.

Rimanere nel nulla, o fuggire, cercare un luogo dove ricominciare, o stringere la mano tesa dai militari e seguirli, ancora una volta è l'istinto a guidarli, quello della fame, della voglia di dire basta, voglio una cazzo di pausa, e salgono a bordo.

Il viaggio, sin da subito, riserva una piccola sorpresa, il violento riconosce all'interno dell'aereo un suo caro amico, il militare che aveva quasi ucciso, per ottenere una misera informazione, e dopo goffi tentativi di tener celata la propria identità, giro in elicottero termina in un campo profughi, creato sui monti del bolognese, ai caduti di Sabbiuno.

La pausa termina nel momento in cui si rendono conto che il fiume di persone che li conduce dentro al campo profughi è un passaggio obbligato e non gli permetterà di evitare di dover passare un controllo dei documenti, o della propria identità.

Panico, il violento subito si fa prendere la mano, mentre altri sotto i l'effetto di potenti medicinali per il mal d'aria non si rendono conte del pericolo a cui vanno incontro.

Passo dopo passo sembra inevitabile che la loro identità venga alla luce, quali terribili ripercussioni avrà sul loro soggiorno? Il violento non si arrende e le prova tutte pur di non finire in una cella o legato, mancano davvero pochi passi, una sola persona li divide dall'inevitabile, ma conoscete il detto no? Il nemico del mio nemico è mio amico, o quantomeno oggi è puntuale; scatta l'allarme, i civili atterriti chiedono risposte e la macchina militare, ben oliata, non si ferma a rispondere, agisce. In pochi minuti vengono fatti risalire, tutti , con i mezzi con cui sono venuti, gli zombi avanzano in massa verso l'accampamento e non c'è più tempo per le chiacchiere, in pochi minuti il campo viene smontato, le persone caricate in tempi da record su camion e pullman, i nostri eroi riformano il loro gruppetto sul loro amato elicottero, comprensivo del dottore, che il Violento aveva duramente colpito il giorno precedente, ma a sto giro, questo nuovo sopravvissuto, non indossa più solo un paio di mutante e calzetti, ma è ritornato operativo con una propria divisa, fortunatamente pare le memoria di quest'ultimo non sia del tutto tornata e a parte qualche occhiata torva al suo “compagno” di viaggio, non c'è nulla che lasci presagire ad un seguito.

Gli elicotteri, in formazione, come enormi e rumorosi calabroni scavalcano senza difficoltà i monti dell'appennino, direzione Livorno, dove una base navale attende il loro arrivo, nemmeno il tempo di vedere il mare all'orizzonte che oscure figure nere iniziano a colpire la carovana volante.

Veloci come fulmini non si lasciano identificare, colpiscono le pale degli elicotteri, la coda e la gravità fa il resto, cadono al suolo come insetti, l'elicottero dei nostri eroi dopo un paio di manovre al limite cede alle ferite subite e crolla al suolo, solo l'abilità dei due piloti permette al pesante calabrone di non schiantarsi in malo modo, ma ciò non basta a mantener i passeggeri coscienti.

Il mattino seguente vengono svegliati dai militari, l'eterogeneo gruppo così formato, ferito e stanco, si dirige con passo lento verso il loro primo e vero rifugio. All'arrivo abbiamo, Un ufficiale medico che ha quasi perso l'uso di un occhio e la memoria, Marco, un pilota atletico ed intraprendente, Luca, un pilota esperto con una gamba fratturata, Franco, una bella signora di trentotto anni, molto femminile e provocante, Veronica, un marocchino silenzioso, Sahid, un atletico cuoco con il suo fidanzato, Alfonso ed Armando, ed il nostro gruppo di eroi.

Passano i giorni, e sono giorni fatti di ozio, mangiate, dormite, scopate, almeno per qualcuno, ricerche, indagini, in questa casa che diviene rifugio e fortezza, distante dal mondo, dai problemi, dagli zombi. Ma le domande non trovano risposte, solo il Boss riesce a trovare una risposta al suo svago, e questa si traduce in una specie di rifugio anti-partigiani, creato dai tedeschi sotto la casa dove, un tedesco, una quindicina di anni or sono, dopo una prigionia autoindotta, che lo aveva tenuto al sicuro dai partigiani e dai fantasmi della propria coscienza per decine di anni, pone la parole fine con un epilogo fatto da un cappio e un proiettile in testa.

Qui termina la terza puntata, con domande ancora senza risposte e un gruppo affamato e stanco che riposa le proprie membra dormendo e svuotando la dispensa...

Sessione numero 5: senza tregua

La noia e l'inedia sono cattive compagne e l'insofferenza di questa pausa forzata inizia a farsi sentire, e la voglia di scoperta e soprattutto di riempire la dispensa che muove i giocatori, a nord, verso Bologna c'è un piccolo borgo di quattro o cinque case, a sud verso Firenze, un paesello di duemila anime, meglio dire zombi a questo punto.

Inizia dunque la ricerca di cibo, di mezzi, e chi più ne ha più ne metta, e a parte qualche piccolo sfortunato incontro la scelta di depredare prima la zona a nord, oltre che saggia sembra portare i suoi frutti.

Durante la notte però, il timore e la paura si insidiano nei cuori del gruppo che decidono di abbandonare al proprio destino una famigliola, se non che, il violento, armato di macabro umorismo, oltre che da un fucile, decide di spedire il gruppetto tra le fauci degli zombi a sud.

Purtroppo pare che la violenza, a questo giro, non rimanga impunita, il violento, insieme al gruppo di quelli che hanno abbandonato, vengono perseguitati da quella che sembra esser l'anima tormentata di una bambina, ma non una a caso, una che è stata spedita nelle fauci degli zombi.

E mentre altri si cimentano nel cercare di pagare il proprio debito con essa solo al Violento, spetta l'ultima prova, andare nel certo del villaggio a sud e riempire una bottiglia, di plastica, con l'acqua del pozzo. Gli attacchi e i fastidi rincominciano e la loro permanenza nel rifugio fortezza, sembra compromessa, cosa li aspetterà i nostri eroi, ogni notte diviene sempre più pericolosa, e le creature che la popolano si fanno sempre più audaci, abbandoneranno il loro compagno, come lui ha fatto con la famigliola, o combatteranno gomito a gomito questa nuova minaccia, sono i capricci di un fantasma insoddisfatto o c'è di più dietro quello che gli sta accadendo, il sovrannaturale sta diventando normale, e la normalità un'utopia irraggiungibile, le risposte ancora sono celate, forse qualcuno ha capito, forse non vuole vedere, le risposte ci saranno, forse, nel prossimo episodio “l'ultimo giorno”...

 

Ubuntu 12.10

1 novembre 2012
Da circa un paio di settimane è stata rilasciata la nuova versione del noto sistema operativo open source Ubuntu. Siamo alla 12.10 (12 l'anno, 10 il mese) si chiama Quantal Quetzal  e dopo una 12.04 LTS (long time support) con veramente moltissime novità in questa 12.10 non c'è molto di nuovo da vedere. L'ho provata ad installare sia sul mio Pc sia sul pc che gestisce la televisione, naturalmente eseguendo l'avanzamento e senza reinstallare tutto da capo anche se molti lo suggeriscono sempre. Nel mio Pc non ho avuto alcun problema e dopo avere scaricato circa 2 Gb di dati l'aggiornamento è proceduto senza intoppi. Il problema è nato nell'altro Pc che ha una scheda video ATI Radeon 4xxx e che per la quale la nuova versione di Ubuntu non ha i driver ancora pronti. Quindi cosa è successo? All'inizio potevo accedere solo da terminale e ora ho una definizione del monitor (che uso una televisione Panasonic 32 pollici) molto ridotta e senza possibilità di miglioramento. Attendo con ansia che venga risolto il problema..... Concludendo per ora consiglio a quelli non troppo smanettoni e che non vogliono problemi di rimanere sulla 12.04 e aspettare ancora un pò di tempo prima di avanzare la versione.