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1×03 – Racconti di un povero pastore macedone

Le indagini da parte dell'ufficio operativo di Roma in merito alla scomparsa della prima squadra di X legio di Bologna porta a una casa persa nei boschi di Monzuno. Alla squadra è richiesto di effettuare un controllo discreto della zona per identificare chi vi sia. La casa è abitata da un pastore macedone con trascorsi di guerra durante il periodo della ex-Jugoslavia. L'uomo vive solo e si alimenta con quello che produce il suo orto e le sue Bufale. Non ha telefono né luce. La squadra controlla la zona e viene a scoprire che all'interno della casa del pastore vi è un passaggio segreto con dei tunnel. Controllati questi tunnel viene trovata un'altra piccola casetta in una radura distante una decina di minuti dalla casa principale. La casetta risulta essere priva di finestre e la porta chiusa con 2 grossi lucchetti. Durante l'appostamento alla casa si avvicina anche un'autovettura con targa della Romania a bordo della quale vi è una donna e un uomo. L'uomo resta in macchina, la donna si reca nella casa del pastore e dopo avere parlato un po' ha un rapporto sessuale con lui, di quello che si sono detti non si riesce a capire nulla. Il pastore, ripartita la donna, si reca in un bar a Vado rubando una macchina poco distante dalla sua casa. Dopo avere detto poche parole al barista riprende l'auto e ritorna a casa, abbandonando l'auto poco distante da dove l'aveva presa. La squadra decide di agire e allontanatosi nuovamente il pastore, cercando di analizzare meglio la casetta che hanno recentemente scoperto. Entrano all'interno e si accorgono che vi qualcuno, che è bloccato da una pesante porta. La base di Roma informa la squadra che c'è anche qualcun altro interessato al pastore e quindi devono accelerare i tempi, l'obiettivo è catturarlo e scoprire più cose possibili. Decidono quindi di agire per capire che è bloccato all'interno della casa. Il gruppo sfonda la porta ma quello che gli si para davanti è atroce. In una stanzetta molto piccola vi è un uomo in piedi, corporatura esile, tratti dell'est europeo con un paio di occhiali con le lente molto spesse, a terra poco distante dalla porta vi sono 2 gabbie in acciaio con all'interno accovacciate 2 donne che anche se stanno urlando non proferiscono alcun suono e sono vestite solo con reggiseno e mutandine. Gianni Zenoni vista la scena cerca di sparare all'uomo che stranamente resta in piedi di fronte a lui. Non riesce a fare fuoco perché una forza invisibile gli torce il braccio con il quale impugna l'arma e glielo spezza. A questo punto Gianni perde il controllo del duo corpo e afferrata una sedia e una corda poco distante sale sulla prima e si annoda la corda al collo come se volesse impiccarsi, a questo punto entra Florindo Italiano che vedendo la scena spara all'uomo, ferendo anche di striscio Gianni. Nella colluttazione parte un colpo a Gianni della pistola aliena che aveva in possesso che trapassa sia Florindo che l'uomo. Quest'ultimo si riprende dal suo torpore per essere sbalzato verso Florindo da un'energia potentissima i due uomini della squadra impattano tra di loro e svengono. Entra anche lo psichico, appena si trova all'interno della struttura si sente stranamente pervaso da forti brividi su tutto il corpo, vedendo i suoi colleghi privi di sensi a terra e le donne in gabbia, accecato dalla paura cerca di bruciare gli occhiali dell'uomo. Però non riesce a controllare il suo potere e l'uomo viene completamente avvolto dalle fiamme e cade a terra. La squadra libera le donne e si allontana con loro per portarle alla macchina, intanto notano dal GPS installato sulla moto del pastore che sta rientrando verso casa e tra poco sarà lì. Allora si dividono, Gianni (ferito ad un braccio) deve accompagnare le donne alla macchina, ma queste dopo poco si liberano della presa di Gianni e si danno alla fuga. Gianni sentiti anche gli altri decide di ucciderle sparando alla testa. Intanto il resto della squadra cerca di recuperare qualcosa dal capanno, e appena tornati all'interno notano che dove vi era il corpo del loro assalitore ora vi è un mucchietto di cenere. Cercando di raccogliere più dati e prove possibili, ma il tempo è sempre meno, anche perché il pastore tra poco sarà a destinazione. Decidono di appostarsi per fargli un agguato e catturarlo, passa qualche minuto e notano che la moto del pastore è ferma ad un bivio. Attendono ancora ma nessun movimento dalla moto dell'uomo, finché non si accorgono che alle loro spalle la stalla e la casa del pastore stanno prendendo fuoco. A questo punto si portano vicino alla casa e notano che un furgone Mercedes Vito con targa falsa si sta allontanando a tutta velocità. Alla squadra non resta altro che recuperare i corpi delle due donne e allontanarsi dal luogo senza passare davanti al bivio dove il GPS segnala ancora la moto del pastore.

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