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X^ Legio/Fae – 2×04 – Pioggia di fango

7 marzo 2015
xlegioEd eccoci nuovamente qui a riassumere l'ultima puntata al cardiopalma di X^ Legio. Thomas è stato catturato e preso in consegna da personale di Decima Legio Roma dove lo trasporteranno per studiarlo e imprigionarlo presso una struttura attrezzata chiamata "il nulla". Il furgone blindato parte e il gruppo decide di tornare a casa di Thomas per cercare di raccogliere più informazioni possibili. Giunti sul luogo incontrano un rumeno che esce dalla casa di Thomas e spiega di essere lì residente da tempo. L'uomo si allontana per raggiungere il posto di lavoro e il gruppo rimane indeciso se entrare nella casa o meno. Intanto vengono contattatati dall'ufficio che avverte che il veicolo che stava trasportando Thomas ha avuto un incidente in autostrada e che devono andare a controllare cosa sia successo. Sul posto decide di rimanere a controllare la casa Leo Valente, il resto del gruppo si reca di gran carriera in autostrada tra Sasso Marconi e Rioveggio. Il gruppo arriva troppo tardi l'incidente sembrerebbe una simulazione per permettere la fuga di Thomas, quindi si mettono sulle tracce di un mercedes che si è allontanato di gran carriera dal sinistro. Poco più avanti su un cavalcavia autostradale localizzano l'auto e trovano a margine della carreggiata 3 corde legate al guard-rail, probabilmente si sono calati dal ponte. Il gruppo si pone all'inseguimento e riescono ad avere ragione di uno degli avversari uccidendolo, i restanti componenti del commando e Thomas si danno alla fuga. Intanto Leo che è appostato alla casa di Thomas vede tornare il rumeno e dopo che è entrato in casa decide di seguirlo all'interno. quello che scopre lo sconvolge, in una casa completamente vuota di suppellettili e mobili, il rumeno sta trascinando fuori dal portale un armadio. Leo lo trasmortisce ma non pensa che dall'altra parte ci sia un secondo uomo. Ne nasce una colluttazione e solo grazie all'aiuto di un altro componente della decima legio riescono a salvarsi per il rotto della cuffia. Il gruppo si riunisce alla sede per cercare di tirare le somme di tutto quello che è accaduto e quindi decide di andare a prelevare Nana Mama, dato che tutte le strade portano a lei. Giunti nella casa della vecchia non la trovano ma per una serie di sfortunati eventi, rimangono coinvolti in un conflitto a fuoco con le volanti della Polizia e alla fine tutti riescono a scappare, solo Leo Valente viene arrestato dai poliziotti.

X^ Legio/Fae – 2×03 – Fuoco cammina con me

24 febbraio 2015
xlegioIl gruppo viene convocato per indagare su una strana morte sulle colline di Bologna nei pressi del Monastero di San Luca. Il corpo di un giovane ragazzo è stato trovato completamente carbonizzato e stretta nella sua mano è stata trovata anche la mano di una ragazza, quest'ultima però senza alcuna bruciatura. Il gruppo inizia le indagini e oltre ad indagare sulle vite dei due non riesce  a fare molto, tanto che la notte successiva c'è un nuovo omicidio nei pressi di via triumvirato. Quasi tutto viene ripreso da delle telecamere di sicurezza e finalmente hanno un volto. Con un pò di ricerche ottengono anche un nome da legargli. Intanto un componente della squadra, Leo Valente, viene contattata in sogno da una una strana Zingara, tale Nana Mama, che li vorrebbe incontrare. Il gruppo si reca a casa di questa donna che dovrebbe avere qualche potere paranormale, e dopo una veloce chiacchierata ottengono poco, la donna è molto interessata al telecomando che la squadra aveva recuperato alla MDATARISK e che gli aveva permesso di viaggiare tra varie realtà. Intanto il gruppo pedina il sospettato e lo vedono uscire dalla sua casa con una persona completamente coperta da una specie di Burca, che non è possibile capire chi sia. Il gruppo segue l'uomo che si ferma all'interno di una fabbrica abbandonata nella zona industriale di Faenza. La struttura, sebbene non abbia allacci elettrici di acqua o gas, è attrezzata con telecamere all'esterno. Il gruppo , grazie alle speciali abilità di Luca Sodino, riesce a bypassare le sicurezze ed entrare all'interno. Dove trovano una botola che porta ad una stanza sotterranea. Qui dopo uno scontro riescono ad avere ragione di Thomas, ma prima scoprono che anche lui ha strani poteri che gli permettono di controllare il fuoco e il calore. La ragazza che è con lui scoprono che è la giovane Chiara la fidanzata del primo cadavere e che le manca una mano. Rientrano tutti alla base per cercare di capirci qualcosa di più. Intanto Luca Sodino, avverte il capo zona Alberto Palladino, della pericolosità di Nana Mama e quest'ultimo ordina di catturarla per interrogarla.

Sine requie – 1×10

23 gennaio 2015
sinerequieContinua l'avventura dei nostri eroi all'interno della nave della marina militare italiana. Il gruppo che si era separato in più parti in questa breve sessione si ritrova per decidere il da farsi. Giorgio, il sergente che aveva lasciato la nave italiana per parlare con gli inglesi, ora è tornato a bordo e non tutti sono contenti della sua presenza. Qualcuno ritiene che il suo abbandono debba essere considerato come una diserzione. Comunque il gruppo riesce ad accordarsi sul rimuovere il comandante della nave e passare il comando al secondo. Quindi tutti si lasciano con questo compito. L'unica cosa che alcuni non concordano è che il comandante debba essere arrestato, e si pensa a una fine più sbrigativa. Ora tutte le pedine sono posizionate, vedremo come andrà a finire!!!

Sine Requie – 1×09

13 gennaio 2015
sinerequieStiamo per giungere al finale di stagione di Sine Requie e finalmente scopriremo se i nostri eroi riusciranno a scendere vivi dalla nave italiana. Il gruppo ora è molto diviso, il sergente Ulrich e il miliziano si trovano in plancia dove cercando di capire che cosa voglia fare il comandante e come potere procedere per rientrare in Italia. L'altro sergente dopo essere scappato sulla nave inglese dove è stato catturato è riuscito comfabulando con degli uffuciali a farsi rimandare sulla nave italiana in gran segreto. Il giovane soldato ora si trova agli arresti i una stanza del 2° ponte insieme al brigante greco  salito con noi. E anche la nostra amica Greca Simpatopulos che sembrava nelle grazie del comandante si trova agli arresti in un'altra stanza. Sono le prime luci dell'alba e la nave italiana si trova al largo di Tripoli dove sembrerebbe che il comandante voglia sbarcare sebbene la città sia in balia degli zombi e i militari non rispondano da tempo alle chiamate radio. Cosa decideranno di fare i nostri eroi, come riusciranno a salvarsi? Perché il comandante della nave è così convinto di volere scendere a Tripoli e non vuole riportare il suo equipaggio in Italia? Tutto questo lo scoprirete nella prossima puntata ......

Sine Requie – 1×07

9 dicembre 2014
sinerequie29/07/1944. Il viaggio prosegue. Perlustriamo nuovamente la nave alla ricerca dell'ultimo ritornato ma non troviamo nulla. La cosa non mi convince, sono certo che qualcosa non vada. Insieme al comandante della nave decidiamo di contattare la portaerei che viaggia parallela a noi a 2 km di distanza. Sembrerebbe che anche loro hanno un po' di problemi coi ritornati, ma controllano ancora buona parte della nave. Da quello che capiamo sembrerebbero interessati a viaggiare con noi e non ci vogliono attaccare. 30/07/1944. Sembrerebbe che il comandate della nave non ce la racconta giusta, sa un po' troppe cose, dalle informazioni via radio che abbiamo sembrerebbe che Tripoli, la nostra meta, non risponda alle nostre comunicazioni. Il timore che la città sia caduta in mano ai ritornati è sempre più possibile. Richiediamo agli inglesi di sorvolare la città prima del nostro arrivo per capire cosa stia accadendo. Abbiamo la conferma che la situazione è molto incasinata sulla terra ferma. Intanto decidiamo di muoverci e cercare di capire cosa sa il capitano. 01/08/1944. Sono finito agli arresti, per cercare di capire qualcosa di più sono stato costretto a discutere un po' brutalmente con il marconista, che mi ha confermato che il comandante della nave sapeva già da tempo della caduta di Tripoli. Mi chiedo cosa altro ci possa nascondere.

Sine Requie – 1×06

2 dicembre 2014
sinerequie 28/07/1944. Siamo ancora sulla nave. La situazione è critica, scrivo solo ora perché non ho avuto molto tempo. L'esplosione che abbiamo sentito è dovuta a un attentato che ha fatto esplodere il cannone di prua e la sua santa barbara. Sembrerebbe che non stiamo imbarcando acqua anche se sono molto preoccupato... Inoltre sulla nave si sta aggirando almeno 1 essere mutato, un ritornato molto più forte del normale che non riusciamo a trovare. Il comandante della nave al contrario non lo vedo molto bene ho sospetti su di lui e sulle sue doti di comando. In sala macchiane abbiamo trovato parte di un corpo umano nascosto all'interno di un armadietto. Non riesco a capire cosa stia accadendo, alcune persone sono cambiate in mostri senza essere ferite o presentare alcun segno sul corpo. Il secondo ci comunica che non manca nessuno all'appello e quindi forse i morti si nascondono tra i vivi, io non so più di chi fidarmi. Spero domani di essere ancora vivo per potere continuare a scrivere questo diario.

Sine Requie – 1×05

25 novembre 2014
sinerequie 27/07/1944 ore 19.00 La nave è arrivata è un incrociatore della Regia Marina Italiana. Cerchiamo di essere i più veloci possibili a salire a bordo. Abbiamo anche 2 prigionieri, due balordi dell'isola che prima ci sparano addosso e poi non so per quale motivo noi dobbiamo caricare sulla nave. 28/07/1944 Ieri sera ero troppo contento di salire sulla nave e non mi ricordavo quanto fastidio mi potesse dare questo tremendo dondolio. Non vedo l'ora di scendere a terra, sto come al solito vomitando l'anima. In una zona della nave, da quello che ho capito ci dovrebbe essere un "ritornato", ma non si capisce bene, le informazioni sono poco chiare anche perché sembrerebbe che tutto l'equipaggio sia sistematicamente controllato giornalmente quindi non si capisce come possa esserci un morto che cammina tra noi. Tra poco scenderemo nelle viscere di questa nave per cercare di capire cosa ci sia laggiù, i marinai sono tutti spaventati, il nostro gruppo un po' meno dopo quello che ha visto sull'isola. Il piano per cercare di uccidere l'abominio funziona e lo sbrindelliamo di colpi, ma non facciamo in tempo ad esultare che una forte esplosione arriva da prora della nave. Cosa sarà? Ci stanno attaccando altre navi o è un attacco dall'interno, inizio a credere sempre di più che tutto il mondo che noi conoscevamo stia crollando come un castello di carte, mi fido sempre meno dei miei compagni.....  

Sine Requie – 1×04

18 novembre 2014
sinerequie 26/07/1944 ore 17.00. C'è troppo da fare e poche idee. Siamo sempre più convinti che i morti siano tornati a camminare sulla terra e la cosa sconvolge le nostre menti. Stiamo cercando di trovare qualche italiano rimasto sull'isola e intanto cerchiamo anche di raccogliere più viveri e munizioni possibili. Una nave partita dall'isola vicina inizia a bombardare la nostra base con un 105 mm. Se colpisce il nostro deposito munizioni siamo perduti. Decidiamo quindi di attirare il fuoco nemico verso un'altra parte della costa, intanto cerchiamo di recuperare il possibile dalla base. ore 19.00. Siamo riusciti a fare allontanare la nave e a farle terminare l'attacco. I danni sono ingenti però, la radio della base è stata distrutta e anche il deposito è stato colpito, per fortuna siamo riusciti a portare fuori qualcosa. Si sentono colpi di fucili provenire dall'isola del faro, quindi decidiamo di dividerci per controllare, io tornerò al faro, anche perché ho intenzione di comunicare con la base per capire il nostro scopo ora. Ore 21.00.  Il faro e' stato attaccato ma siamo riusciti a sconfiggerli, abbiamo catturato anche un avversario, sembrerebbe fare parte di una banda di autoctoni che si annida nell'isola vicina e che ci hanno attaccato per cercare di farci allontanare. 27/07/1944 Mattina. Riesco a comunicare con la base di partenza a Tripoli. Sono messi molto male anche la' e non si capisce bene chi sia al comando e come voglia procedere. Devono ricontattarmi per inviare una nave a prelevarci, forse presto ce ne andremo. Intanto riesco a sentire altre comunicazioni, il comando centrale di Roma richiede a tutte le truppe dislocate sui vari scenari di fare rientro in patria, forse abbiamo ancora una casa.

Sine Requie – 1×03

11 novembre 2014
sinerequie 25/07/1944 ore 16.00: ci troviamo ancora sull'isola del faro, uno dei nostri è stato colpito in un conflitto a fuoco con un aviatore Tedesco, stiamo decidendo come procedere per il meglio. La situazione è sempre più incasinata. 26/07/1944 Si è deciso di tornare sull'isola della base, viaggiamo di notte con la barca e nel'avvicinarci alla costa abbiamo notato una luce che si aggira nel villaggio poco distante dalla base. La mattina procederemo a perlustrare il villaggio. ore 11.00 Non so che mi è preso. Ho picchiato senza motivo un prete che stava cercando di difendere i suoi parrocchiani e un bambino. Non ragiono più lucidamente, ho paura. Paura di quello che ho visto, paura di quello che potrò vedere. Non credo che ci sia una soluzione a breve termine per quello che sta accadendo. Il prete ci spiega che ha nascosto in una botola delle persone, che però scopriamo essere dei "ritornati", non sappiamo se sia avvenuto prima o dopo che lui li ha nascosti. Con veicolo presso alla base proseguiamo verso la 2^ città dell'isola. ore 17.00 La città è assediata dai "ritornati". Procediamo ad una pulizia completa, il miliziano è stato ferito alla tempia ma non sembra grave. I colpi calano a vista d'occhio, bisognerà iniziare a razionarli. nella città troviamo 2 greci che erano appostati e li liberiamo, ci spiegano che alcuni soldati italiani si sono allontanati con un gruppo di banditi e 2 mitragliatrici pesanti. Nella città c'è anche un vecchio con la moglie che è stata ferita gravemente da un morso al braccio. Forse sarebbe opportuno osservarla meglio per capire cosa le sta accadendo.

Sine Requie – 1×02

4 novembre 2014
sinerequieSeconda sessione della campagna di Sine Requie: 24/07/1944 Ore 17.00: L'osservazione dell'isola non produce risultati. Non vediamo movimenti a parti i soliti cavalli che scorrazzano ovunque. Quindi abbiamo deciso di procedere verso la base e cercare di recuperare una barca per allontanarci sul mare prima che faccia buio. Ore 21.00: Non credo che possano esistere parole per descrivere quello che ho visto. Ora siamo sulla barca che abbiamo preso nella base e ci siamo allontanati dalla costa. Nella base ci sono cadaveri ovunque ma la cosa più aberrante sono i cadaveri che camminano o corrono e cercano di ghermirti. Nell'armeria abbiamo trovato un mostro alto 2 metri fortissimo completamente deforme, credo che pero' un tempo anche lui fosse un essere umano, non ci sono parole. Ho paura e penso alla mia famiglia in Italia. Troppi pensieri nella mente sono certo che questa notte non riuscirò a chiudere occhio. 25/07/2014 Ieri sera non sono riuscito a scrivere altro, ero troppo sconvolto. Piccolo resoconto per il comando. La base ora completamente vuota, crediamo che quasi tutti i soldati siano morti e i ''ritornati'' (ho deciso di chiamarli in questo modo per ora) sono stati tutti resi inoffensivi. Oggi proseguiremo il viaggio in barca verso l'isola con il faro. Ore 13.00. Ho nuovamente contattato il personale del faro, dovrebbero essere 2 soldati italiani, naturalmente ci avvicineremo con molta circospezione. Ora non credo più a nulla. Ore 16.00. Sopra le nostre teste c'e' stato un combattimento aereo. Un aereo inglese (probabilmente partito da una portaerei) ha abbattuto un aereo tedesco che e' precipitato sulla nostra isola. Il miliziano e il soldato sono andati a prestare soccorso. Il soldato e' stato gravemente ferito dal tedesco. Mi sa che ora come ora non abbiamo molti alleati. Grazie al personale che abbiamo conosciuto sul faro siamo riusciti a prestargli cure mediche adeguate, ora l'idea e' separarci, un gruppo resta con il ferito qui sull'isola del faro e il resto del gruppo si reca di nuova sull'isola dove c'e' la base.

Sine Requie – 1×01

28 ottobre 2014
sinerequie Diario del Sergente Giorgio Tosi Sottoufficiale del Regio Esercito Italiano 3 luglio 1944 Odio il caldo, e qui a Tripoli il caldo e' infernale. Sono già due settimane che mi trovo in questa base, sono stato inviato qui dal fronte per una missione, ma per ora non mi e' stato ancora detto niente. La base in compenso e' ben fornita e quindi spero che le direttive per questa nuova missione arrivino il più tardi possibile. 5 luglio 1944 Ho fatto 2 chiacchiere con un paio di marinai in libera uscita, forse l'alcol o forse il stare troppo tempo in mare ma mi hanno fatto strani discorsi sulla guerra e sul nostro scopo qui in Libia, forse qualcuno la inizia  a pensare come me sulla nostra utilità qui. 6 luglio 1944 Sono stato convocato dal Capitano Gabrielli insieme ad altri 2 soldati e un miliziano. Gli altri li conosco da un mesetto buono il miliziano e' un convito sostenitore del Regime ma si vede che non e' mai stato troppo lontano da casa. L'alpino non capisco con l'eta' che ha come possa essere ancora solo un soldato. L'altro Sergente mi pare molto preparato, forse troppo per essere un carrista. La missione e' strana ci dovremo imbarcare su nave Lupo classe Spica per essere sbarcarti su alcune isolette greche chiamate Milos, Kimolos e Polyaigos. Qui la nave riprender' il largo e noi dovremo ricostruire i contatti con una guarnigione di soldati di un centinaio di unita' che e' di stanza sull'isola più grande. Come a noi ad altri soldati sono richieste missioni molto simili, vado a preparare la mia roba. 12 luglio 1944 Odio il mare, sto male. Non credevo si potesse continuare a vomitare per ininterrotte 24 ore, mi sento uno straccio..... 17 luglio 1944 Non va per niente bene, o sto in cuccetta o vado fuori a vomitare, non vedo l'ora di giungere a terra. 24 luglio 1944 Finalmente la terra ferma. Sbarchiamo a distanza della base della guarnigione anche perché sembra che sia stata attaccata, la nave prende subito il largo e ora siamo soli. Per ora piuttosto che avvicinarci alla base decidiamo di controllare la zona e cercare un luogo dove possiamo stazionare. Una piccola fattoria fa al caso nostro e decidiamo di dar un'occhiata. Sull'isola forse c'e' qualcuno ogni tanto intercetto qualche comunicazione radio. 25 luglio 1944 Non ho mai visto nulla di simile. Un abominio, qualcosa che non puo' non deve esistere. Non credo che lo scorderò mai. Nella piccola fattoria al primo piano ho trovato un bambino legato a un seggiolone, la cosa abominevole pero' e' che era  violaceo in volto e gonfio nel corpo. Emanava uno stranissimo odore, mi ha spaventato ho sparato. Ho sparato a un bambino.... e poi sono fuggito. L'alpino dice che dovo avergli staccato la testa con un colpo di fucile il corpo si muoveva ancora. Dove siamo sbarcati... all'inferno?
GIOCATORE NOME PG TAROCCO DOMINANTE GRADO ETA'
Ale Giorgio Tosi La Morte Sottoufficiale di Fanteria 35
Davide A. Albert Kostener Il Mondo Soldato semplice Alpino 34
Robby Ulrich Swartz Il Carro Sottoufficiale Carrista 21
Marco Ennio Verdi L'appeso Milizia 27

Dungeon World – 1×12 / 1×13 – Puntata 12 e 13 (Finale di Stagione)

21 ottobre 2014
dungeonworldDoppia puntata per il finale di stagione di Dungeon World. Tra scontri epici e salti temporali i nostri eroi sono riusciti non senza troppe difficoltà ad avere ragione del Demone che minacciava la civiltà. Ma andiamo con ordine, Sir Artur è riuscito a convincere il demone a posticipare lo scontro tra un mese e si dovrà scontrare con un campione della razza umana. Intanto Surtur insieme al druido Sioban sono nei pressi dell'altopiano a nord ovest dove si sono riuniti tutti i chierici di Lumen. Qui scoprono che i chierici stanno cercando di creare una potente torre magica per cercare di distruggere il Demone. L'Hatamar vuole la pietra per se e mette in moto un piano per fare allontanare i chierici e prendere il controllo della torre. Intanto nella capitale c'è crisi d'acqua e i tuberi utilizzati per cercare di fare regredire la pazzia che colpisce gli uomini non fanno più il loro effetto. Il nuovo elfo del gruppo quindi decide di fare da spola dalla diga alla città per portare l'acqua. Intanto Sir Artur si preoccupa dei preparativi per lo scontro contro il demone e convoca dai regni vicini i loro campioni. Intanto manda dei maghi alla torre dimenticata per organizzare il luogo dello scontro. Il tempo passa veloce e a pochi giorni dall'apparizione del demone gli eroi si incontrano presso la torre dimenticata per organizzarsi, l'Hatamar ha con se la pietra che stavano custodendo i chierici di Lumien che ora è devota alla dea della guerra Morrigan. Alla torre giungono anche i chierici che erano riusciti a fuggire dall'altopiano e spiegano a Sir Artur quanto avvenuto. Il regnante però non prende provvedimenti troppo preso dallo scadere del tempo e dalla conseguente apparizione del demone. Il gruppo quindi decide a 4 ore dall'apparizione di tornare indietro nel tempo per cercare di fermare i maghi, solo in questo modo il demone non verrà convocato e tutta la razza umana sarà salva. Solo Sir Artur, l'elfo Shevaral e l'Hatamar Surtur  decidono di tornare indietro nel tempo, il druido Sioban invece resterà nel tempo attuale per vedere cosa possa accadere. Il gruppo che giunge nel passato si scontra dopo poco con i maghi che avevano richiamato il demone. Lo scontro è veloce e molto crudele i due maghi sopraffatti dagli eroi vengono decapitati. Interrogati i loro corpi si scopre dove sia il libro che hanno usato per evocare il demone. Intanto nel nostro tempo appare il demone che strazia i pochi difensori umani rimasti dopo che Sir Artur se ne è andato nel passato, al posto della torre appare la città del demone che inizia sempre più a ingrandirsi per regredire e scomparire completamente. Con l'uccisione dei maghi nel passato il demone nel presente non riesce a restare e scompare. Finali. Il Druido Sioban si reca a ovest alla ricerca di luoghi incontaminati per unirsi alla natura e agli animali. L'elfo Shevaral si reca nei pressi della Diga di Maruviel dove trova l'accampamento degli elfi prima che vengano fatti prigionieri dai maghi, qui parla con loro e decide di restare, si innamorerà di un'elfa e darà alla luce un bambino con il nome di Slewen. L'Hatamar Surtur dopo avere fuso alle sue armi anche il bastone magico dei maghi, si allontana alla ricerca di nuovi artefatti. Sir Artur, all'apice dei festeggiamenti per la sconfitta dei maghi e del demone, scompare come risucchiato in un altro piano astrale e quasi più nessuno si ricorda di lui. Nel regno di Dora dove tutto e' avvenuto la popolazione e' quasi completamente scomparsa, e la religione dominante ora e' quella di Morrigan.

Dungeon World – 1×11 – Puntata 11

7 ottobre 2014
dungeonworldSiamo sempre più vicini al finale di stagione..... Il gruppo ancora sconvolto dalla morte del chierico di Lumen Gaston esce dalla grotta dove ha affrontato il demone. Uno strano cielo violaceo avvolge il mondo e anche gli animali sembrano esserne pervasi apparendo mogi e molto abbattuti. Il gruppo capisce immediatamente che qualcosa è andato storto. Il gruppo quindi decide di rientrare verso la capitale ma prima di intraprendere il viaggio incontrano un gruppo di cavalieri di Dora al seguito di un Elfo Guerriero. Il gruppo è stato inviato a dare manforte al giovane Sir Artur e a proteggerlo, in quanto il padre è scomparso da qualche settimana. Il gruppo quindi scopre che il tempo all'interno della grotta è passato molto diversamente rispetto all'esterno e scoprono di avere perso circa 3 settimane. 1 per il viaggio che quindi non è stato immediato e 2 all'interno della grotta. Passa un'altra settimana prima che il gruppo raggiunga Dora. Nella città regna il Caos la gente sembra uscita di testa, ci sono un sacco di risse e scontri la maggior parte per futili motivi. Parlando con la popolazione e con i maghi di corte capiscono che la situazione sta degenerando ma colpisce solamente gli esseri umani, il capo dei maghi della città Lasor, quindi suggerisce di recuperare delle erbe che messe in acqua secernono una sostanza che dovrebbe tranquillizzare le persone. Quindi si decide di recuperare le erbe e di immergerle nella diga di Maruvel che fornisce acqua alla città. Intanto Sir Artur va alla ricerca dei chierici di Lumen per cercare di capire se loro sanno come sconfiggere il demone. Il tempio è vuoto e i chierici sembrerebbero partiti. Il druido Sioban intanto va a controllare i paesi vicini e scopre che anche oltre i confini del regno di Dora la situazione è la medesima. Sir Artur va a colloquio con il Demone che minaccia l'estinzione della razza umana, il suo nome è Xilon ed è il demone che controlla i cancelli neri. Dopo una lunga chiacchierata ottiene che se il Demone tra un mese verrà sconfitto da un esponente della razza umana non porterà a termine il suo piano di conquista. Intanto si scopre che tutti i chierici di Lumen si sono recati su un altopiano a nord - ovest per raccogliersi in preghiera e sconfiggere il Demone. Ma anche Xilon lo sa e a Sir Artur comunica che i chierici non dureranno molto. punto10

Dungeon World – 1×10 – Puntata 10

3 ottobre 2014
dungeonworldLa prima stagione sta volgendo al termine e la nostra squadra di eroi è alle prese con un bel po' di grattacapi. Il gruppo riunitosi a Dora dopo le vicende della scorsa puntata con la sentenza a favore di Sir Artur, si interroga su come procedere per affrontare i 2 maghi e la loro volontà di evocare un demone e la sua città. Il gruppo valutando i pro e i contro decide di recarsi presso la casa della strega a nord di Dora per avere aggiornamenti nei confronti della posizione dei maghi. Giunti dalla strega, vengono accolti in una lussuosa casa molto ben arredata. La strega spiega che con un lauto pagamento riuscirà a teletrasportare il gruppo dove si trovano i maghi. Il pagamento richiesto dalla strega però lascia di stucco i nostri eroi, lei vuole un arto di uno del gruppo o un avambraccio o un piede e circa 20000 pezzi d'oro. A questo punto il gruppo si interroga su come fare e alla fine il nobile chierico di Lumen Gaston decide di immolare il suo braccio sinistro per la causa. La strega costringe inoltre il chierico ad auto amputarsi il braccio e ottenuta la parte umana la strega la deposita all'interno di un grande armadio dove ve ne sono molte altre. A questo punto la strega teletrasporta il gruppo nel vulcano dove si sono rintanati i maghi. Il gruppo quindi giunge alle spalle dei maghi che stanno osservando un trono che si trova al centro della grotta. Il gruppo attacca i maghi che si sciolgono come neve al sole, intanto dal terreno iniziano a spuntare parallelepipedi simili a case che sorgendo dal terreno si ergono fino a nove metri di terra. In cima ad ognuna di queste case vi è una fiamma di colore azzurro accesa. All'interno di questa strana città si aggirano strane creature con un occhio solo e il corpo umanoide di colore viola che però sembrano non volere attaccare i PG, al contrario al centro della città nei pressi del trono ora si erge un demone mostruoso alto almeno 7 metri armato di un grandissimo martello e una tagliente katana. Il gruppo va all'attacco del demone e scopre che il chierico Gaston potrebbe con i suoi incantesimi riuscire a rompere il trono, molto probabilmente il fulcro del potere del Demone. Se Sir Artur, Surtur e Gaston provano in tutti i modi di uccidere il demone, il mezz'uomo Sioban non ce la fa a vedere tutte quelle tragedie e si allontana tenendosi in disparte. Lo scontro è impari e i Pg fanno molta fatica a contrastare la potenza del demone, inoltre scoprono che ogni volta che si avvicinano troppo al trono vengono teletrasportati ai margine della città che si sta continuando ad espandere ed allargare. Nella colluttazione il chierico Gaston non ce la fa più e soccombe nuovamente, a cospetto del demone ai cancelli dei morti riesce a trattare e a rinviare la sua fine, solo per potere vedere che il Demone gigante della città sparisce in una nuvola di fumo, con uno strano sorriso stampato sulla bocca e lasciandoli con queste parole: "Ho vinto io".

Dungeon World – 1×09 – Puntata 9

23 settembre 2014
dungeonworldPuntata molto alla Law & Order. Il nostro Sir Artur appena tornato a Dora scopre con rammarico che sulla sua testa c'è una bella taglia di 10000 pezzi d'oro. Quindi decide di consegnarsi per non avere problemi. Intanto la sua ragazza Sofia continua a soffrire di dolori all'addome, forse dovuti a quello strano essere che gli sta crescendo in pancia. Quindi intanto che Sir Artur viene accompagnato al palazzo Reale, seguito da Surtur , il buon mezz'uomo Siobhan decide di accompagnare la compagna di Sir Artur in un tempio di Lumen, per cercare una cura ai suoi dolori. Il tempio, ora che non è più gestito da un ufficiale, ucciso dal Paladino Astaro, è controllato da alcuni preti molto giovani che alla vista del mezz'uomo e della donna non sanno esattamente come comportarsi se non rinchiuderli in una stanza. Intanto Sir Artur finalmente a colloquio con il padre scopre che la taglia è dovuta alla strage di Puntelungo, dove l'apertura improvvisa della diga più a nord allagava la cittadina uccidendo quasi tutti gli occupanti. Alcuni testimoni accusano Sir Artur di essere la persona che ha azionato il dispositivo di apertura, il padre spiega anche che non ci saranno sorprese e il verdetto dovrebbe essere di non colpevolezza. Intanto nel tempio, Siobhan si libera facilmente dalla prigionia e si allontana spiegando che la donna non la conosce. Dopo una notte in cella dove ha un incontro con il cugino, Sir Artur viene portato a processo e qui scopre che la testimone dell'accusa è la strega della foresta che hanno conosciuto nella scorsa puntata. Si capisce subito che il processo è artefatto, troppi testimoni non corrispondono alle persone presenti al momento dell'apertura della diga e inoltre la strega sa troppe cose sebbene non fosse presente. Alla fine viene sentito anche Sir Artur che spiega i fatti confutando le varie versioni dei testimoni. La sentenza viene emessa dopo poco, 5 giorni di lavori socialmente utili per i 2 pescatori morti. Intanto la situazione al tempio peggiora e Sir Artur e Surtur vengono chiamati ad intervenire, Sofia da alla luce un abominio antropomorfo senza testa e con delle catene munite di lame. I due si gettano all'assalto e a fatica riescono ad averne ragione. nel contempo Siobhan recatosi nuovamente alla Diga di Maruvel, la apre maggiormente per permettere un maggiore deflusso d'acqua.